“Milano Silent al Carroponte”:
il cinema muto sovietico con Rossella Spinosa
e I Solisti Lombardi

E’ al Carroponte il pit-stop di partenza di “Milano Silent”, il viaggio itinerante del cinema muto a Milano. Parte proprio alle porte di Milano, nella storica Sesto San Giovanni, con questi appuntamenti estivi in condivisione tra Arci Milano e l’ensemble I Solisti Lombardi, il progetto della pianista-compositrice Rossella Spinosa; una stagione di cine-concerti annuale che, come il Gran Festival del Cinema Muto (Festival del Cinema Muto di Milano) ha la missione di trasmettere a tutti la passione per il cinema muto e non condividerne i saperi con una élite di cinefili e addetti ai lavori. Non si “accompagnerà” semplicemente il cinema muto, ma lo si commenterà, lo si anticiperà, lo si spiegherà integralmente coi suoni, con le partiture composte ad hoc da Rossella per queste pellicole.
Tre grandi e indimenticabili nomi della cinematografia muta russa quindi, dopo il grande successo della partitura composta dalla Spinosa per La Corazzata Potemkin di Eisenstein ed eseguita dall’Orchestra I Pomeriggi Musicali.

“Milano Silent al Carroponte”:
il cinema muto sovietico con Rossella Spinosa
e I Solisti Lombardi

E’ al Carroponte il pit-stop di partenza di “Milano Silent”, il viaggio itinerante del cinema muto a Milano. Parte proprio alle porte di Milano, nella storica Sesto San Giovanni, con questi appuntamenti estivi in condivisione tra Arci Milano e l’ensemble I Solisti Lombardi, il progetto della pianista-compositrice Rossella Spinosa; una stagione di cine-concerti annuale che, come il Gran Festival del Cinema Muto (Festival del Cinema Muto di Milano) ha la missione di trasmettere a tutti la passione per il cinema muto e non condividerne i saperi con una élite di cinefili e addetti ai lavori. Non si “accompagnerà” semplicemente il cinema muto, ma lo si commenterà, lo si anticiperà, lo si spiegherà integralmente coi suoni, con le partiture composte ad hoc da Rossella per queste pellicole.
Tre grandi e indimenticabili nomi della cinematografia muta russa quindi, dopo il grande successo della partitura composta dalla Spinosa per La Corazzata Potemkin di Eisenstein ed eseguita dall’Orchestra I Pomeriggi Musicali.
Il primo appuntamento il 9 Giugno, con il poetico Aleksandr Petrovic Dovženko; figlio di contadini del territorio oggi facente parte dell’Oblast di Cernihiv in Ucraina, dopo essere stato maestro, pittore e scrittore, inizia a lavorare nel cinema nel 1926 come sceneggiatore e l’anno seguente passa alla regia. Insieme ad Ejzenštejn, Pudovkin e Vertov è stato uno dei protagonisti del cinema del suo Paese e il suo capolavoro è considerato proprio “La terra” (1930).
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La terra
R., sc. e mont.: Aleksandr Dovženko. Fot.: Daniil Demuckij. Int.: Stepan Skurat, Semen Svasenko, Julija Solnceva, Elena Maksimova. URSS, 1930, b/n, 69’, did. ital., muto.
Ucraina, 1929, al tempo della collettivizzazione delle terre. I giovani contadini, guidati da Vassilij, si uniscono in cooperativa per comprare un trattore che li aiuti ad arare i campi lasciati incolti dai kulaki. Ma uno di loro, sobillato dai proprietari terrieri, uccide Vassilij. Nonostante questo però il lavoro della cooperativa va avanti, e il funerale del giovane si trasforma in una festa.
Musica dal vivo composta ed eseguita da Rossella Spinosa al pianoforte.

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Il secondo appuntamento il 21 Luglio, con il regista Vsevolod Illarionovic Pudovkin; Insieme a Ejzenštejn, è stato allievo del teorico Lev Kulešov e da questi ha appreso i segreti della tecnica cinematografica. Come il maestro, Pudovkin dà particolare rilievo al montaggio, che considera sempre come la base dell’arte cinematografica e un fondamentale elemento creativo. Così, riallacciandosi alla tradizione dei grandi romanzieri russi dell’Ottocento, il montaggio diviene per lui l’elemento coordinatore d’un grande affresco epico. Uno dei suoi lavori più prestigiosi è stato appunto “La Madre”, film del 1926, tratto dall’omonimo romanzo di Maksim Gor’kij.
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La madre
R.: Vsevolod I. Pudovkin. Sc.: N. Žarchi. Int.: V. Baranovskaja, N. Balatov, A. Čistjakov, A. Zemtsova. URSS, 1926, b/n, 84’, did. ital., muto.
Nella Russia zarista, la storia di una vedova che senza volerlo provoca l’arresto del figlio, operaio contestatore. Negli scontri durante lo sciopero per la festa del 1° maggio madre e figlio verranno uccisi.
Musica dal vivo composta ed eseguita da Rossella Spinosa al pianoforte.
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Il terzo e ultimo appuntamento il 4 Agosto, con il regista Jakov Aleksandrovič Protazanov, uno dei fondatori del cinema russo e tra i più importanti registi del periodo prerivoluzionario, durante il quale dirige numerosi film, tratti di preferenza dai classici della letteratura russa. Convinto assertore del realismo psicologico, Protazanov assegna alla recitazione dell’attore un ruolo di fondamentale importanza, considerandola come parte attiva alla creazione dell’opera cinematografica. La pellicola AELITA è rappresentato come un omaggio alla fantascienza.
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Aelita
R.: Jakov Protazanov, dal romanzo di Aleksei N. Tolstoj. Sc.: Fjodor Otsèp, Aleksej Fajkò. Scenogr.: S. Kozlovskij, su bozzetti di V. A. Simov e I. Rabinovic. Int.: Jualia Sòlntseva, Nikolaj Tseretelli, Nikolaj P. Batalov, V.G. Orlova, Valentina Kuindzij. Russia, 1924, b/n, 105’, did. ital. muto.
Il 4 dicembre 1921 tutte le stazioni radio della terra captano uno strano, indecifrabile radiogramma. L’ingegner Los, che lavora a un progetto di volo su Marte, pensa che il messaggio potrebbe venire proprio da quel pianeta, di cui Aelita è regina, e che è spesso presente nei suoi sogni. Tra le visioni di Los c’è anche la ribellione dei marziani, che si avviano a costituire l’unione delle repubbliche socialiste sovietiche di Marte…
Musica composta da Rossella Spinosa ed eseguita da I Solisti Lombardi, diretti da Alessandro Calcagnile

Il terzo e ultimo appuntamento il 4 Agosto, con il regista Jakov Aleksandrovič Protazanov, uno dei fondatori del cinema russo e tra i più importanti registi del periodo prerivoluzionario, durante il quale dirige numerosi film, tratti di preferenza dai classici della letteratura russa. Convinto assertore del realismo psicologico, Protazanov assegna alla recitazione dell’attore un ruolo di fondamentale importanza, considerandola come parte attiva alla creazione dell’opera cinematografica. La pellicola AELITA è rappresentato come un omaggio alla fantascienza.
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Aelita
R.: Jakov Protazanov, dal romanzo di Aleksei N. Tolstoj. Sc.: Fjodor Otsèp, Aleksej Fajkò. Scenogr.: S. Kozlovskij, su bozzetti di V. A. Simov e I. Rabinovic. Int.: Jualia Sòlntseva, Nikolaj Tseretelli, Nikolaj P. Batalov, V.G. Orlova, Valentina Kuindzij. Russia, 1924, b/n, 105’, did. ital. muto.
Il 4 dicembre 1921 tutte le stazioni radio della terra captano uno strano, indecifrabile radiogramma. L’ingegner Los, che lavora a un progetto di volo su Marte, pensa che il messaggio potrebbe venire proprio da quel pianeta, di cui Aelita è regina, e che è spesso presente nei suoi sogni. Tra le visioni di Los c’è anche la ribellione dei marziani, che si avviano a costituire l’unione delle repubbliche socialiste sovietiche di Marte…
Musica composta da Rossella Spinosa ed eseguita da I Solisti Lombardi, diretti da Alessandro Calcagnile